giovedì, marzo 20, 2014

Primavera di Shodo Harada Roshi


Un vecchio contadino coglie un fiore ed è primavera nel mondo
La fonte di questa frase si trova nella Raccolta di Rinzai: “Il pino è verde per mille anni. Un vecchio contadino raccoglie un fiore ed è primavera nel mondo.” Il pino, anche nella stagione più fredda, conserva il suo intenso colore verde. Il suo colore è così persistente che lo chiamiamo sempreverde. Proprio perché rimane verde in tutte le stagioni, il pino viene usato come simbolo di ciò che non cambia. Ma anche se il suo colore sembra che non cambi, l’albero stesso cambia. E’ sempre in evoluzione e crescita; semplicemente non subisce il processo di caduta della foglie vecchie e di rinascita delle nuove, come fanno gli alberi decidui con il loro rinverdire stagionale.
Nei tempi antichi, i pini venivano piantati sui crinali delle montagne allo scopo di segnare le linee di confine. I rami robusti di questi vecchi alberi, vissuti così tanto, danno un senso di solennità e una sensazione di lunga durata e grande stabilità, anche se visti da lontano.
Questi vecchi pini, non è solo perché non darebbero buona legna che non vengono tagliati. Questi vecchi pini sono come persone anziane, che crescono in mezzo alle dure condizioni di quel che accade attorno a loro, come le situazioni problematiche di una vita impegnativa.
Le persone che sono vissute fino ad età avanzata dicono: “Non bisogna essere troppo preoccupati e infastiditi dalle cose, ma bisogna imparare a fidarsi.” Non preoccuparsi delle cose non significa non avere uno scopo, e nemmeno vivere con noncuranza e in maniera apatica. Queste persone hanno vissuto vite con precise demarcazioni, osservando con chiarezza e attenzione i cambiamenti naturali. Allo stesso modo, con i loro corpi e le loro azioni, hanno mostrato come vivere bene alle persone che li circondano.
Il Buddha disse nel Dhammapada:
Osservate questo:
Per le persone anziane quel che è più importante è una vita lunga, bellezza, gioia ed energia.
E’ importante mettere in evidenza le maniere corrette, un buon comportamento e vivere secondo la nostra mente naturale. Dobbiamo avere un profondo rispetto per chi ha una grande esperienza. Ma la bellezza, la gioia e l’energia sono altrettanto importanti quanto una vita lunga. Chi vive in questo modo verrà rispettato da molte persone. Una vita lunga, cosa che pressoché tutti vorrebbero avere, è qualcosa che è difficile pianificare e che non possiamo decidere di produrre. Tuttavia, coloro che vivono una lunga vita fanno sapere agli altri che vivere una lunga vita è possibile.
Dobbiamo anche prefiggerci di realizzare questi quattro valori dati dal Buddha. Il più importante è l’energia vitale. Anche se abbiamo competenze e abilità sociali e saggezza e siamo famosi e molto ricchi, per essere capaci di usare tutto ciò dobbiamo vivere una vita lunga. Chi ha vissuto per tanto tempo può dire, dalla prospettiva di un’età di novanta anni: “Questi cinquantenni, sessantenni, settantenni sono dei mocciosi. Solo quando si raggiungono gli ottanta anni la vita comincia realmente.” Un novantenne ha detto queste parole per incoraggiare i più giovani. Per lui chi ha cinquanta o sessanta anni è ancora un novellino acerbo. Solo dopo gli ottanta si comincia a maturare del tutto.
Tutti voi, se volete dire qualcosa sulla vita, mettetecela tutta, con la più profonda fede dell’uomo, per diventare almeno ottantenni. Sapendo che comincia dall’età di ottant’anni, non puoi perderti per qualcosa di più piccolo. Comincia dall’età di ottant’anni! Questo è il punto di vista di un ottantenne. Questo ci dà la forza di dire: “Non perderò tempo!” Questa è la forza e l’energia di cui parla il Buddha.
Il Buddha ha parlato anche della bellezza. Gli uomini invecchiando possono perdere la bellezza fisica, ma le persone più vecchie hanno una bellezza spirituale più grande. Ovviamente questa bellezza deriva non dal vivere ma dall’attraversare sfide, dal lasciare andare i desideri, e dal ringraziare per tutto ciò che dà la natura. Scegliamo di abbracciare la mente più grande del Buddha e di Dio e di sentire gratitudine per tutte le cose in quanto grazia di Buddha. Vediamo chiaramente che è da lì che viene tutto. Da quella incessante gratitudine e umiltà viene il profondo amore umano che abbraccia tutto e la compassione di chi ha vissuto molto tempo. Una persona così non conosce egoismo. Conosciamo questo sentimento di gratitudine semplicemente stando alla presenza di persone del genere. Vivendo senza pensieri estranei, queste persone funzionano grazie a quella chiarezza e virtù.
La loro gioia va insieme a questo genere di bellezza. Non possiamo diventare melanconici appena diventiamo vecchi. L’aver avuto così tanta esperienza dovrebbe portarci una grande gioia. Quando siamo in presenza di persone in difficoltà, dovremmo essere capaci di portare loro abbondanza di spirito e aiutarli a realizzare una tranquillità pacata e duratura. Quando guardiamo il viso di una persona anziana non abbiamo nemmeno bisogno che ascolti i nostri problemi; solo a starvi insieme ci sentiamo confortati. “Un vecchio contadino coglie un fiore ed è primavera nel mondo.”
La mente quieta di una persona anziana è come la primavera, e questo è lo stato mentale che ognuno vuole realizzare. Il Buddhismo è avere fiducia e credere nelle persone. Mostriamo rispetto per l’età avanzata e per la vita eterna, non uccidere se non ve n’è bisogno e non affrettarsi se non ve n’è bisogno. Se siamo puri e limpidi nei nostri pensieri e nelle nostre azioni, allora la nostra vita sarà quella di una persona di vera virtù e profondo carattere. Questa persona vivrà per molto tempo. Diventeremo sempre più luminosi e manifesti e la nostra forza del sentiero sarà sempre più chiara, poiché ormai niente ci sposterà di qua e di là. Questa è la bellezza, l’energia e la gioia.
Se non ci attaccheremo a niente, e non saremo più mossi di qua e di là da nulla, allora vedremo che questo corpo reale è il corpo del Buddha, e troveremo la primavera in tutto il mondo.



sabato, marzo 01, 2014

Domande a Shodo Harada Roshi



During sesshin meditation retreat there is samu practical work Could you give some pointers to how do samu not the work of the hands but of how to use the mind please.

Durante i ritiri di meditazione, sesshin, si fa il samu, lavoro manuale. Per piacere, può darmi qualche indicazione su come usare la mente nel fare il samu? 
January 11, 2014, 8:16 pm

When sitting in the Zendo the seated posture is a good support for your mind. Do not get fooled though by that silence. There are those who follow thoughts, those who intoxiacte themselves, those who have a good concentration at the beginning but then get weaker - there are many types of people. To really be able to sit until you forget your body in the surroundings is rarely possible. Hakuin Zenji said: The practice in daily life is worth 10.000 times then the sitting practice. You need your complete concentration to become one with the work. Yet working on concentration during samu strengthens your concentration of zazen a lot faster. To not mix in unnecessary thoughts works well. When there are other thoughts entering, it is hard to do the work well. That is why it is possible during concentration in daily work to suddenly encounter your true life energy.

Quando si siede nello Zendo la postura seduta è un buon supporto per la mente. Ma non fatevi ingannare da quel silenzio. Vi sono quelli che seguono i pensieri, quelli che si inebriano, quelli che hanno una buona concentrazione all’inizio che poi si indebolisce – ci sono molti tipi di persone. Essere realmente capaci di sedere fino a dimenticare il corpo nell’ambiente è possibile raramente. Hakuin Zenji disse: “La pratica nella vita quotidiana vale 10.000 volte la pratica seduta. Hai bisogno di una concentrazione completa per diventare uno con il lavoro. Quindi lavorare sulla concentrazione durante il samu rinforza la tua concentrazione in zazen molto più velocemente. Non invischiarsi in pensieri non necessari funziona bene. Quando entrano pensieri estranei è difficile lavorare bene. Per questo è possibile durante la concentrazione nel lavoro quotidiano incontrare la propria energia vitale vera.


In one sesshin I attended there were only two required sanzen. The first and the last. In home practice there is no sanzen. What are your thoughts on this?

In una sesshin a cui ho partecipato c’erano solo due sanzen a richiesta. Il primo e l’ultimo. Nella pratica a casa non c’è il sanzen. Qual è la sua opinione su questo argomento? 
January 11, 2014, 3:03 pm

Sanzen is a mirror that is reflecting you. Actually everything in this world is your mirror. That is why we ask: Who sees? Who hears? Who stands? Who sits? It is this world outside that constantly is teaching us who we are. Don´t get used by the idea of these being only objects. In this way you are constantly doing sanzen.

Sanzen è uno specchio che ti riflette. In realtà ogni cosa nel mondo è il vostro specchio. Per questo ci chiediamo: Chi vede? Chi sente? Chi sta? Chi siede? E’ il mondo esterno che ci insegna costantemente chi siamo. Non abituatevi all’idea che siano solo oggetti. In questo modo state facendo costantemente sanzen.


I have suffered with anxiety and panic attacks for many years...mostly the situations i fear never happen but i cant stop worrying Is it safe to do basic meditation if you have such mind problems? I don't want to make things worse.

Soffro di ansia e attacchi di panico da molti anni … per lo più le situazioni di cui ho paura non si avverano, ma non posso fare a meno di preoccuparmi. E’ sicuro fare la meditazione di base se si hanno questi problemi mentali? Non vorrei peggiorare le cose.
January 8, 2014, 9:16 pm

If you do not want to make your condition worse, rather than sitting zazen for a long time, it would be best to do "one breath zazen". Letting go of the tension in your shoulders, chest, arms, diaphragm, even if it feels a bit difficult at the beginning, to exhale to the point where you feel that you cannot exhale further. Practice exhaling. If you can exhale to the very end of your breath, you will feel how your head becomes more and more empty, free from unsettling feelings.

Se non vuoi peggiore la tua condizione, piuttosto che sedere in zazen per un lungo periodo, sarebbe meglio fare “zazen di un respiro”. Lascia andare la tensione delle spalle, del petto, delle braccia, del diaframma, anche se sembra un tantino difficile all’inizio, espira fino al punto in cui senti di non potere espirare oltre. Pratica l’espirazione. Se puoi espirare fino alla fine del tuo respiro, sentirai come la tua testa diventa sempre più vuota, libera da sensazioni inquietanti. 


What is the best way to quieten the mind during zazen? Thoughts just drive you crazy at times. Please advise.

Qual è il miglior modo per calmare la mente durante zazen? A volte i pensieri ci fanno impazzire. Mi può dare un consiglio?
January 3, 2014, 3:21 pm

In daily life we live a life based on thoughts. That is why we constantly think in the midst of our busy life. And then when we sit, it is as if we concentrate on creating even more thoughts. To cut those, isn´t that zazen ? If you pay attention to them, they are overwhelming and there is no end to them. Yet sitting and seeing how overwhelming they can be at times, if you decide it gets too much and give up, that is the end to this. So concentrate on your breathing, feel your actual breathing. To not pay attention to the thoughts is correct zazen. You cannot sit half thinking half breathing. You need to put your life on the line, or else you are wasting your time. From the top of your head to the ground under your feet, you need to throw all of it into your concentration. Like Shido Muman Zenji said: "While being alive to die and to die completely and then everything you do is good." Please keep repeating this to yourself and I pray for your continued efforts.

Nella vita quotidiana viviamo un’esistenza basata sui pensieri. Ecco perché pensiamo costantemente durante la nostra vita indaffarata. Poi quando ci sediamo, è come se ci concentrassimo a produrre ancora più pensieri. Tagliarli, non è questo zazen? Se vi presti attenzione, i pensieri ti sopraffanno e non finiscono più. Invece sedendo e osservando come possano essere soverchianti a volte, se decidi che è troppo e li lasci perdere, questo è il modo di porvi fine. Concentrati sul tuo respiro, senti il tuo vero respiro. Non prestare attenzione ai pensieri è zazen corretto. Non puoi sedere metà pensando e metà respirando. Hai bisogno di mettere in riga la tua vita, altrimenti stai perdendo tempo. Dalla cima della testa fino a terra sotto i tuoi piedi, devi infilare tutto dentro la tua concentrazione. Come disse Shido Muman Zenji: “Morire mentre si è vivi e morire completamente, allora qualunque cosa farai sarà buona.” Per piacere continuate a ripetervi questa cosa e io pregherò che voi continuiate i vostri sforzi.


Since meeting you and experiencing a Sesshin for the first time I haven't been able to adjust to my life in society. I used to have doubts but I know I'm here to awaken. I know If i commit to becoming a monk it will be the rest of my life. How do I find the strength to leave my family forever?

Da quando l’ho incontrata e ho fatto la mia prima esperienza di una Sesshin non sono stato capace di adeguare la mia vita nella società. Sono abituato ad avere dubbi, ma so che sono qui per risvegliarmi. So che se prendo l’impegno di diventare monaco sarà per il resto della mia vita. Come posso trovare la forza di lasciare la mia famiglia per sempre?
December 30, 2013, 6:40 pm

People have karmic chances in their life. These karmic conditions are not something that ties us down, but we also cannot ignore them. It is the meeting between people. The most important point on the Buddha´s path is to not ignore reality, meaning that you cannot destroy the karmic chance which was given to you. But rather look, how can you use this karmic situation in the best possible way for awakening, for that you need to make efforts. Not throwing your family away, but supporting your family, and at the same time making your path and wish for awakening reality. There was the lay practitioner Hokoji, who became awakened with his whole family. In the same way you can make efforts to support your family on their path of realization and work on your own at the same time.

Le persone hanno situazioni karmiche nelle loro vite. Queste condizioni karmiche non ci tengono legati mani e piedi, ma non possiamo ignorarle. E’ l’incontro tra le persone. Il punto più importante lungo il sentiero di Buddha è non ignorare la realtà, il che significa che non puoi distruggere le situazioni karmiche che ti sono state date. Ma piuttosto guardare come usare la situazione karmica nel miglior modo possibile per ottenere il risveglio, dovi impegnarti in questa direzione. Non gettare via la tua famiglia, ma supportarla, e nello stesso tempo fare il tuo percorso e sperare nel risveglio nella realtà. Ci fu un praticante laico, Hokoji, che ebbe il risveglio con tutta la sua famiglia. Allo stesso modo puoi fare lo sforzo di supportare la tua famigliam, lungo il suo percorso di realizzazione, e contemporaneamente lavorare sul tuo.


In the good article on Keisaku on this site it is written 'to not allow anyone to be sitting in a half hearted manner.' and 'This circuit is the best time to correct untidy postures.' When and how shall a Keisaku person interfere with half hearted sitting or untidy position?

Nel bell'articolo sul Keisaku pubblicato su questo sito vi è scritto "non permettere a nessuno di stare seduto in maniera svogliata" e " questo giro è il momento miglioe per correggere posture scomposte". Quando e come può il keisaku interferire con sedute svogliate o posizioni scomposte?
December 29, 2013, 1:33 pm

In a Zen dojo this is clearly decided: When the person carrying the Keisaku - Junkei - is doing the first quick walking round, during this time the posture can be corrected. If the back is not straight and slumped backwards, the Keisaku can be placed behind the person´s back in order to help straighten it. Often when sitting long hours, one is not aware of one´s posture anymore. During the actual round of zazen when walking slowly with the Keisaku, a touch with the Keisaku on one shoulder can remind the person to return to intensity in sitting and not sitting half heartedly.

Questa cosa, in un dojo Zen, è stabilita chiaramente: Quando la persona che porta il Keisaku - Junkei - fa il primo giro veloce, in questo momento può essere corretta la postura. Se la schiena non è dritta ed è curvata all'indietro, per aiutare la persona a raddrizzarla, il Keisaku può essere posto dietro la sua schiena. Spesso, quando si sta seduti per lunghe ore, non si è più consapevoli della propria postura. Durante l'effettivo giro di zazen nel camminare lentamente con il keisaku, un tocco con il keisaku su una spalla può ricordare alla persona di tornare alla concentrazione della seduta e non sedere svogliatamente.


What is the mind in Zen and what is it's connection to the brain? Is the mind more than the brain and does the mind continue after brain death ?

Cos’è la mente nello Zen e qual è la sua connessione con il cervello? La mente è al di sopra del cervello e la mente sopravvive alla morte del cervello? 
December 28, 2013, 1:07 pm

We all have a physical body. Our brain is in our head. In order to make decisions, we use our brain cell activity. That is why the brain is part of the physical body. Yet if we are asked to show where our mind is, our enlightened or unenlightened mind, we don´t know how to respond. The mind expresses itself through the physical body, yet that is not where it actually can be found. When we are sad, tears roll down our face. That is because a sad situation stimulated our body and nervous system and the result are those tears. When we get upset, our nervous system gets triggered and our face becomes red, our muscles harden. Yet when we cool down, nothing of these expressions remain. Our mind had no form, that is the true expression of mind, being without form. 
Our mind without form does not die even when our brain dies. Something that is of form, all that is of form, will eventually die. Yet something that is not born, that does not have a form, also will not decay and die. From the olden days, philosophy and religion were the way to express this mind. God and the devil are two sides of our mind. The 6th Patriarch after Bodhidharuma when hearing these words from a sutra became enlightened: "While residing nowhere constantly expressing freely" Our mind has no form. When filled with joy, we express our joy. When sad we feel sadness. Yet when that state is gone, nothing remains. If we have too many thoughts, we easily get confused by them. If we continue that state of too many extraneous thoughts, then even our body can be effected and can become sick. Yet even then our mind of no form does not get sick. Zazen is the practice of letting go all unnecessary thoughts, so that we do not attract sickness to our physical body. 

Tutti abbiamo un corpo fisico. Il cervello è nella nostra testa. Per prendere decisioni usiamo l’attività delle nostre cellule cerebrali. Questo perché il cervello fa parte del nostro corpo fisico. Eppure se ci chiedono di mostrare dov’è la nostra mente, sia essa illuminata o non, non sappiamo cosa rispondere. La mente si esprime attraverso il corpo fisico, tuttavia non è lì che la possiamo trovare. Quando siamo tristi le lacrime scorrono sul nostro viso. Questo perché una situazione triste stimola il corpo e il sistema nervoso e il risultato sono quelle lacrime. Quando siamo contrariati il nostro sistema nervoso si innesca e ci diventa il viso rosso, i muscoli si irrigidiscono. Invece quando ci calmiamo non resta nessuna di quelle espressioni.  La nostra mente non ha una forma, questa è la vera forma della mente, essere senza forma.
La nostra mente senza forma non muore nemmeno quando il nostro cervello muore. Una cosa che ha forma, tutto quel che ha forma, alla fine muore. Di contro una cosa che non è nata, che non ha una forma, non si deteriorerà e non morirà. Dai tempi più antichi la filosofia e la religione sono stati i mezzi per esprimere questa mente. Dio e il diavolo sono le due facce della nostra mente. Il Sesto Patriarca dopo Bodhidharma non appena sentì queste parole da un sutra divenne illuminato: “Nel risiedere in nessun posto costantemente ci si esprime senza limiti” La nostra mente non ha forma. Se piena di gioia, esprime gioia. Quando è triste proviamo tristezza. E quando la tristezza va via, non resta niente. Se abbiamo troppi pensieri estranei, allora anche il nostro corpo ne può risentire e ammalarsi. Ma anche in quel caso la nostra mente senza forma non si ammalerà. Zazen è la pratica di lasciare andare tutti i pensieri non necessari, in modo da non attirare malattie sul nostro corpo fisico.


Can I practice with one of my own urgent life questions as a koan? For instance What is reality? What is life? or What am I? Should I focus on one particular question or can the words change naturally?

Posso praticare una delle mie domande esistenziali come un koan? Per esempio Cos’è la realta? Cos’è la vita? Cosa sono io? Dovrei focalizzare una domanda in particolare o le parole possono cambiare spontaneamente? 
December 28, 2013, 1:06 pm

Using your life questions as a mantra, your personal koan, the words can change naturally, but do keep your focus on the main question behind all of these questions: WHO is it who perceives these questions? WHO is it who is asking ? From there your mind can truly open.

Usando le tue domande esistenziali come un mantra, il tuo koan personale, le parole cambiano naturalmente, ma tieni l’attenzione sulla domanda principale che sta dietro queste domande: CHI percepisce queste domande? CHI le sta formulando? Da lì la tua mente può aprirsi veramente.


During zazen I can hardly keep the look low. What would you recommend?

Durante zazen ho difficoltà a tenere lo sguardo basso. Cosa può suggerirmi?
December 19, 2013, 8:00 pm

During zazen we look about 1 meter in front of us on the floor, since this is the view which settles us the most, when we can look 50% outside and 50% inside. This is the best way to practice sine we also want to be able to move from our settled state of mind when we have to work in daily life. When we look straight ahead, we perceive too much of the outer world, and thus it is more difficult to enter samadhi. It does help though especially when tired to look straight ahead, and when you can keep your inner eye on your tanden at the same time, you should also be able to concentrate well and sit good zazen.
Durante zazen guardiamo il pavimento davanti a noi a circa un metro di distanza, poiché è questa la visuale che ci stabilizza meglio, quando possiamo guardare 50% fuori e 50% dentro. Questo è il miglior modo di praticare se vogliamo anche essere capaci di muoverci dallo stato mentale stabilizzato dello zazen, nel momento in cui dobbiamo lavorare nella vita quotidiana. Quando guardiamo dritto davanti a noi, percepiamo troppe cose dal mondo esterno, e così è più difficile entrare in samadhi. Sebbene guardare dritto e allo stesso tempo mantenere l'occhio interno sul tanden aiuti molto, specialmente quando si è stanchi, si dovrebbe anche essere capaci di concentrarsi bene e sedere un buon zazen.
I'm 22. From one point of view it seems my life is normal average. I love people around me. Love to make them smile to feel and touch new things around me. But sometimes it's not enough. I get tired very quickly. and my biggest problem is that I love people but I cannot feel it.

Ho ventidue anni. Da un certo punto di vista sembra che la mia vita sia nella media. Amo la gente attorno a me. Mi piace farla sorridere e sentire e toccare nuove cose intorno a me.  Ma a volte non è abbastanza. Mi stanco molto presto e il mio problema più grande è che amo la gente ma non riesco a sentirla.
December 14, 2013, 3:31 pm

When we truly love something or someone, we have thrown ourselves away and have become one with the other. As long as we still hold onto the distinctions between ourselves and someone, it is not true love. Loving flowers, I become the flower. Loving astrology, I become the moon. A parent loves their child, feeling one with them. A teacher loves his students and thus can become the mind of the student. The purer we can become in our love for others, forgetting ourselves, the more our love can grow in depth and width. The love between a couple, but also the love for those who walk the same path as we do, love for humanity as well. The Buddha would love all living beings, grasses, trees. Love is the path to awaken to our true life energy, since love is the source of wisdom. There is nothing but love and wisdom that truly matters in our lives.
Quanto amiamo qualcosa o qualcuno veramente, abbiamo gettato via noi stessi e siamo diventati uno con l’altro. Finché manteniamo la distinzione tra noi stessi e l’altro, non è vero amore. Amo un fiore, divento un fiore. Amo l’astrologia, divento la luna. Un genitore ama i figli sentendosi uno con loro. Un insegnante ama i suoi allievi e così può diventare la mente dell’allievo. Più puri diventiamo nell’amore per gli altri, dimenticando noi stessi, più il nostro amore può crescere in profondità e vastità. L’amore tra una coppia, ma anche l’amore per chi fa il nostro stesso percorso, come l’amore per l’umanità. Il Buddha amò tutti gli esseri viventi, prati, alberi. L’amore è il sentiero per il risveglio alla nostra vera energia vitale, poiché l’amore è la fonte della saggezza. Non c’è niente che veramente conti nelle nostre vite se non l’amore e la saggezza.
Is it possible to meet my true self without a Master ?

E’ possible incontrare in mio vero sè senza un Maestro?
December 1, 2013, 4:57 pm

Even if there is a teacher, the original mind is your own.The teacher is like the farmer raising vegetables. The farmer can support the vegetables, but from the strength of each seed, the vegetable sprouts forth. In this era people are poisoned by too much stimulation from the outside world, and it has become extremely difficult to concentrate one pointedly. Like in a comedy, we are searching yet not able to meet our true self. That is why especially now it is important to have a teacher point out to you where to place your focus.
Anche se c’è un maestro, la mente originaria è propria. Il maestro è come un contadino che coltiva ortaggi. Il contadino può aiutare gli ortaggi, ma è dalla forza di ciascun seme che germoglia l’ortaggio. In questa epoca la gente è avvelenata da troppi stimoli dal mondo esterno, ed è diventato estremamente difficoltoso concentrarsi in maniera significativa. Come in una commedia, stiamo cercando ma non siamo capaci di incontrare il nostro vero sé. Per questo, specialmente adesso, è importante avere un maestro che ti indichi su cosa porre l’attenzione.

mercoledì, gennaio 08, 2014

poema dell' anno 2014 di Shodo Harada Roshi


Poema dell’anno

Risvegliate i vostri voti, sollevate gli spiriti.
La primavera arriva senza preavviso, avvolgendo il vecchio dojo.
Le armi ormai deposte, le frecce lanciate nel cielo,
Il cavallo drago ricondotto al versante soleggiato del Monte Kasan.

Anno del Cavallo 2014
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Nella vita degli essere umani, 
ogni cosa è come il cavallo di Sai

Durante la dinastia Kan,  a Sai (al limite col paese dei Mongoli) viveva un vecchio uomo il cui cavallo era scappato nel paese confinante. Tutti erano dispiaciuti per il vecchio, eppure egli replico: “Non è sicuro che non andrà a finire che diventerà una fortuna.” Poco tempo dopo il cavallo tornò, accompagnato da un altro bellissimo cavallo. La gente si rallegrò e ancora il vecchio uomo disse: “Chi può sapere se questa non è fonte di sventura?” I due cavalli ebbero un bellissimo puledro. Il figlio del vecchio uomo giocando col puledro cadde da cavallo e divenne zoppo a causa dell’incidente. Tutti ebbero pietà del vecchio uomo, che malgrado tutto replicò: “Come potete dire che questa non sia la fonte di una grande fortuna? Subito dopo scoppiò una guerra e tutti i giovani dovettero andare a combattere. Ma dato che il figlio del vecchio uomo era zoppo, e non poteva nemmeno lavorare per se stesso, dovette restare a casa. Molti figli di altre famiglie morirono durante quella guerra, ma il figlio e il vecchio uomo furono salvi in reciproca compagnia.
Non si può mai sapere come effettivamente le cose vadano a finire. Non essere esaltati da ciò che sembra essere una grande fortuna, né perdere la speranza a causa di quel che sembra duro da sopportare. Ricevere con cuore umile tutto quel che la vita ci dà. 
Questa è la nostra preghiera e il nostro augurio per il Nuovo Anno.

giovedì, novembre 21, 2013

Samadhi and daily life. Samadhi e vita quotidiana

 
Samadhi  can be best developed in daily life. When you perform a dance on stage, you are with your dance, you do not look around at the guests or whether they clap or not. You dance because you like to dance, not because you judge your dance or want to have it judged by others. You are only concentrated, completely present in your dance. There is no gap there, your mind is dancing with your body. That is the samadhi of zazen. When you work, you are completely with that work, not thinking about anything extraneous, that is how to do the best kind of work because it comes forth from samadhi. Your zazen has to be alive in your daily actions. When we can live our samadhi in our daily life, then we feel complete. To keep working on this creatively is the samadhi of zazen.

Il Samadhi può essere sviluppato al meglio nella vita di ogni giorno. Quando esegui una danza sul palcoscenico sei tutt'uno con la danza, non guardi fra il pubblico se sta applaudendo o no. Danzi perchè ti piace danzare, non perchè giudichi la tua danza o perchè vuoi che altri la giudichino. Sei semplicemente concentrato e completamente presente alla danza. Non c'è separazione: la tua mente sta danzando con il tuo corpo. Questo è il Samadhi dello zazen. Quando lavori sei completamente immerso nel lavoro, senza pensare a nulla di estraneo, questo è il modo di fare il miglior tipo di lavoro, perchè viene direttamente dal Samadhi. Lo zazen deve diventare vivo nelle azioni quotidiane. Quando possiamo vivere il Samadhi nella vita di ogni giorno, allora ci sentiamo completi. Continuare a lavorare su questo in modo creativo è il samadhi dello zazen.
Shodo Harada Roshi (Novembre 2013)
                                          Shodo Harada Roshi

domenica, novembre 10, 2013

Una Domanda a Shodo Harada Roshi


My question is about proper breathing. I meditate for many years and never really thought about it. Since I practice Zazen in your lineage I have the feeling that my breathing is completely wrong. I can not breathe in the abdomen. It only goes to the diaphragm. Then seems to be closing. Can you give me advice? “

La mia domanda è a proposito del giusto modo di respirare. Medito da molti anni e non ci ho mai pensato veramente. Da quando pratico Zazen secondo il vostro insegnamento ho la sensazione che il mio respiro sia completamente sbagliato. Non posso mandare il respiro nell'addome, arriva solo al diaframma. Dopo sembra si chiuda. Può darmi qualche suggerimento?

We cannot practice just by habit since it does not have any meaning. We live with a constantly fresh mind. Let go of the tension in your shoulders. Become like an empty chimney. Because you try to create some kind of breathing, your body rejects it. We are alive and do not need to learn how to breathe. We sit zazen in order to let go of our obstructions. That is the only reason we sit. We sit in order to forget the heaviness of our body. We sit in order to even forget the breathing. We sit in order to also let go all ideas about ourself. As soon as we try to create anything, it becomes an obstructions. When you can forget your body, you are physically healthy as well.  When you can forget your breathing as well, your breathing is healthy and centered. When you can let go of the ideas of yourself, then your mind is healthy as well. We do not practice in order to become sick.

Non possiamo praticare solo per abitudine, non avrebbe nessun significato, Viviamo con una mente costantemente fresca. Lascia andare la tensione nelle spalle, Diventa come una ciminiera vuota. Siccome cerchi di creare qualche tipo di respiro, il tuo corpo lo rigetta. Essendo vivi non abbiamo bisogno di imparare come respirare. Sediamo in Zazen per lasciare andare tutte le ostruzioni. Questa è l'unica ragione per la quale sediamo. Sediamo per dimenticare la pesantezza del nostro corpo. Sediamo per dimenticare perfino di respirare, sediamo anche per lasciare andare qualsiasi idea su noi stessi. Non appena cerchiamo di creare qualcosa, questa diventa un' ostacolo. Quando puoi dimenticare il tuo corpo sei anche fisicamente in salute. Quando puoi dimenticare il tuo respiro, il tuo respiro è sano e centrato. Quando lasci andare qualsiasi idea di te stesso, allora la tua mente è anch'essa sana. Non pratichiamo per diventare malati.
 Il Roshi e Daichi Zenni a palermo nel 2010

domenica, novembre 03, 2013

Zazen is all about our life in the world

"Zazen is all about our life in the world. True Zazen is when we are able to be in the world giving service and life and liberation to all beings; without that there is no point in doing Zazen. If we think that Zazen is just something that happens on the cushion in the Zendo, that is a big and frequent mistake. To be able to ongoingly live in the Mind of Samadhi, 24 hours a day, pouring it into everything we do, every hand motion, every foot-fall, we awaken to the deep true mind of Prajna where this very place is indeed the Land of Lotuses, and this very body is the body of the Buddha". 
 
L' aspetto principale dello Zazen è la nostra vita nel mondo. Il Vero Zazen si attua quando siamo capaci di stare al mondo servendo e dando vita e liberazione a tutti gli esseri; senza questo non ha senso fare Zazen. Pensare che lo Zazen sia qualcosa che avviene sul cuscino, nello Zendo, è un grande e frequente errore. Essere capaci di mantenere nella vita di ogni giorno la Mente del Samadhi, per 24 ore al giorno, riversandoci tutto quello che facciamo, ogni movimento della mano, ogni passo, così ci risvegliamo all' autentica e profonda Mente della Saggezza dove ogni posto è la Terra del Loto e proprio questo corpo è il corpo del Buddha.
Shodo Harada Roshi

mercoledì, novembre 28, 2012

Questione di Vita- di ShoE

Una sostenitrice laica del tempio di Sogenji è venuta per chiedere un consiglio al Roshi (Shodo Harada Roshi,ndt). Suo marito è caduto, si è rotto l'anca, l'operazione è andata bene, si trova ora in un ospedale specializzato in riabilitazione, ma non vuole più mangiare. Ha 83 anni e sua moglie ha la sensazione che lui se ne voglia andare. Siccome le due figlie lavorano a tempo pieno e lei stessa è anziana, non si poteva curarlo a casa. La moglie avrebbe desiderato che ci fosse stato in Giappone un ospizio come Enso House a Tahoma. A questo il Roshi ha risposto: volere morire non è il motivo per cui noi siamo nati come essere umani. Il nostro naturale sentimento è di volere vivere e con il volere morire in realtà creiamo sofferenza per noi e per chi ci è vicino. Un ospizio è un luogo dove viene sostenuto e accudito chi ha ancora un desiderio di vivere, ma il cui corpo fisico ha raggiunto il limite. Volere portare ad una fine la propria vita in realtà è non prendersi la responsabilità della preziosa energia vitale ricevuta, è indulgere nelle proprie sofferenze, wagamama in giapponese, che significa essere pieni delle proprie usuali idee negative sulle cose, comportandosi senza considerare nessun altro. La vita è sviluppare la propria saggezza interiore e imparare a gestire le difficoltà. In questo modo il Roshi ha dato a questa donna un modo di come cambiare punto di vista sulla situazione. Profondamente toccata dalla chiarezza del Roshi, non si è sentita più preoccupata, ma si è resa conto del bisogno di sostenere il marito per aiutarlo a riapprezzare la vita.

mercoledì, ottobre 03, 2012

Bosatsu Gangyo Mon

Discepoli quando osservo umilmente la vera natura delle cose, tutto non è altro che la manifestazione meravigliosa della verità del Tathagata. Atomo dopo atomo, istante dopo istante, tutto non è altro che la sua misteriosa radiosità. Per questo motivo i nostri virtuosi antenati estesero la loro cura amorevole e rispetto persino verso quegli esseri come gli uccelli e le bestie. Come possiamo noi non essere umilmente grati per il cibo, le bevande e gli abiti che ci nutrono e ci proteggono lungo tutto il giorno. Essendo queste cose nell' essenza la pelle calda e la carne dei grandi maestri, la compassione incarnata di Buddha. Se è così perfino per gli oggetti inanimati, quanto di più dovremmo essere gentili e grati verso gli esseri umani, anche quelli che sono sciocchi. Sebbene diventino nostri giurati nemici, mettendosi in rivalità con noi e perseguendoci, dovremmo considerarli come manifastazioni di bodhisattva, che nella loro grande compassione stanno impiegando abili mezzi per aiutarci ad emanciparci dal karma peccaminoso, che abbiamo prodotto durante incontabili kalpa attraverso la nostra preconcetta visione incentrata su noi stessi. Se risvegliamo in noi stessi questa fede profonda e pura, offrendo parole umili e prendendo rifugio sincero nel Buddha, allora con ogni pensiero sboccerà un fiore di loto, ognuno con un Buddha. Questi buddha fonderanno Terre Pure ovunque e riveleranno la radiosità del Tathagata proprio sotto i nostri piedi. Possiamo noi estendere questa mente attraverso l'universo, così che noi e tutti gli esseri senzienti possiamo egualmente fare fruttare i semi della saggezza.
                                           Il giardino di Sogenji a Okayama- foto di Ekin

mercoledì, settembre 12, 2012

Che cosa è lo Zen? Tratto da "ZEN" di Toishi Yoshioka.

Sempre più persone in giro per il mondo si trovano disorientate da una sensazione di insicurezza per il moderno stile di vita materialista e si rivolgono allo Zen, una antica tradizione che viene dalla storia del Lontano Est. Che cosa è lo Zen? E' capace di salvare il genere umano? Questo tema è diventato importante per la civiltà moderna. Lo Zen è iniziato in India, la culla del pensiero e della filosofia asiatica. E' arrivato in Giappone attraverso la Cina. Molta gente direbbe che lo Zen è una religione, altri che è una filosofia. Zen non è qualcosa che può essere spiegato con parole, ma è una pratica che si sviluppa a partire dalla propria evoluzione personale e ci conduce ad uno stato di liberazione chiamato Satori. La pratica dello Zen comincia con l' aspirazione a realizzare la Via della Illuminazione. L'obiettivo principale dello Zen è " prima cercare l' illuminazione per sè stessi e poi liberare gli altri". In altre parole, il primissimo voto e di dedicarsi interamente alla vita Zen e realizzare l' illuminazione per salvare tutti gli esseri senzienti (gli esseri umani e tutti gli esseri viventi) così come sè stessi. Zen non è affatto una questione difficile. Zen è qualcosa di cui bisogna fare esperienza nella propria pratica e non può essere compreso intellettualmente, non importa quanto lo si studi. Zen è qualcosa che chiunque può fare: non è una cosa solo per monaci. Fin dai tempi antichi ci sono stati laici che sono eccelsi nella realizzazione dello Zen.

                                      foto di Ekin-il giardino del tempio di Tofuku Ji a Kyoto

martedì, settembre 04, 2012

Il suono della campana e l'abito da monaco

Koan Unmon disse: "Guarda! Questo mondo ha forma ed è vasto. Perchè ti metti l'abito da monaco al suono della campana? Poema di Mumon Se "lo" capisci, tutte le cose sono Una. Se non lo capisci, sono diverse e separate. Se non "lo" capisci, tutte le cose sono Una. Se lo capisci, sono diverse e separate.
                                   il nuovo mokugyo per One Drop Palermo donato da Shoe

lunedì, settembre 03, 2012

ZAZEN WASAN

              La canzone dello Zazen di Hakuin Zenji (1)





Tutti gli esseri senzienti sono nell'essenza dei Buddha. Come l'acqua ed il ghiaccio, non c'è il ghiaccio senza l'acqua, al di fuori degli esseri senzienti non ci sono Buddha. Non sapendo quanto sia vicina la verità, la cerchiamo lontano, che peccato! Siamo come chi, in mezzo all'acqua, grida disperatamente assetato. Siamo come il figlio di un uomo ricco che vaga tra i poveri. La ragione per cui trasmigriamo attraverso i Sei Reami è perchè siamo persi nell'oscurità dell'ignoranza. Vagando sempre di più nell'oscurità, come possiamo mai liberarci da nascita e morte ? Per quanto riguarda la pratica Mahayana (2) dello Zazen, non ci sono parole per lodarla abbastanza. Le Sei Paramita (3) come dare, rispettare i precetti e varie altre buone azioni come invocare il nome di Buddha, il pentimento e la pratica spirituale, tutte alla fine ritornano alla pratica dello Zazen. Anche coloro che si sono seduti in zazen per una sola volta vedranno cancellato tutto il Karma. In nessun luogo troveranno vie del male e la Terra Pura non sarà lontana. Se ascoltiamo anche una sola volta con il cuore aperto questa verità e poi la lodiamo e la abbracciamo volentieri acquisiremo innumerevoli meriti. Volgendo lo sguardo dentro di sè e riconoscendo direttamente la propria natura si comprende che la propria natura è non-natura. Saremo allora andati ben al di là della vana speculazione. La porta dell'unità di causa ed effetto si aprirà e non-una non-due si aprirà dritta la Via. Realizzando la forma della non-forma come forma sia andando che ritornando saremo nello stesso posto. Realizzando il pensiero del non-pensiero come pensiero, cantando o danzando saremo la voce del Dharma. Com'è vasto e senza ostacoli il cielo del Samadhi ! Com'è scintillante e chiara la luna delle Quattro Saggezze ! (4) Cos'altro dobbiamo cercare in questo momento ? Dal momento che l'eterna pace della Verità ci si rivela proprio questo luogo è la Terra del Loto e questo corpo, il corpo del Buddha. NOTE (1) Hakuin Ekaku Zenji (1686-1769) Maestro giapponese della scuola Rinzai al quale si fa risalire il rinnovamento della tradizione Rinzai moderna (2) Mahayana: con questo termine viene indicato Il Grande Veicolo una delle tre grandi correnti del Buddismo solitamente contrapposta all' Hinayana il Piccolo Veicolo ed al Vajrajana o Tantrayana Il Veicolo del Diamante. (3) Le Dodici Perfezioni (Paramita) o Virtù buddiste sono: carità (Dana), rispetto dei precetti (Shila), pazienza (Kshanti), saggezza (Prajina), eccellenza (Ratna), forza del carattere (Virya), meditazione (Dhyana), retto insegnamento ((Upaya), voto ( Pranidhana), forza (bala), perseveranza ( Vajrakarma), cooscenza (Jinana). (4) La saggezza che rispecchia la forma della verità di tutti i fenomeni, la saggezza della non dualità tra sè e gli altri, la saggezza della verità del Dharma, la saggezza dei Buddha e Bodhisattva per salvare gli esseri.

domenica, settembre 02, 2012

La mente ordinaria è la Via.

Koan. Una volta Joshu chiese a Nansen: "Che cosa è la Via?". Nansen rispose:"La mente ordinaria è la Via". "Allora dovremmo dirigerci verso di essa o no?" chiese Joshu. "Se cerchi di dirigerti verso di essa, te ne allontani" rispose Nansen. Joshu replicò "Se non proviamo, come possiamo sapere che è la via? Nansen replicò: "La Via non dipende dal sapere o dal non sapere. Sapere è un' illusione; non sapere è vuotezza. Se realmente ottieni la Via del non-dubbio, è come il Grande Vuoto, vasto e senza confini. Come ci può essere allora giusto o sbagliato nella Via?". A queste parole Joshu ebbe un' immediata intuizione. Poema di Mumon. Centinaia di fiori in primavera, la luna in autunno,una brezza fresca d'estate e la neve in inverno. Se non ci sono nuvole vane nella tua mente per te è una buona stagione.

sabato, settembre 01, 2012

Joshu dice "Lava le tue ciotole"

Koan.
Una volta un monaco fece una richiesta a Joshu. "Sono appena entrato nel monastero" disse. "Per favore Maestro dammi istruzioni." Joshu disse "hai fatto colazione?" "sì, l'ho fatta" rispose il monaco. "Allora lava le tue ciotole". Il monaco ebbe un'intuizione. Poema di Mumon. Siccome è così chiaro, Ci vuole tempo per arrivare alla realizzazione. Se capisci all'istante che la luce della candela è fuoco, Il pasto è stato cucinato.

venerdì, agosto 31, 2012

Shakyamuni solleva un fiore

Koan.Tanto tempo fa, quando Colui che è Onorato Universalmente era sul Monte per un Discorso, egli sollevò un fiore davanti all'assemblea. Davanti a ciò tutti rimasero in silenzio. Solo il venerabile Kasho ruppe in un sorriso. Colui che è Onorato Universalmente disse: "Io ho il Vero Dharma che pervade tutto, il Nirvana incomparabile, lo squisito insegnamento della forma senza forma. Non si basa su lettere e si trasmette senza scritture. Io ora lo passo a Maha Kasho".Poema di Mumon. Un fiore è sollevato e il segreto è stato rivelato. Kasho rompe in un sorriso, l'intera assemblea è persa.


                        
                     "Vedere un fiore e diventare quel fiore" calligrafia di Shodo Harada Roshi

giovedì, agosto 30, 2012

"Le Quattro Verità" traduzione e commento di Daichi Zenni

LE QUATTRO VERITA' Prima Verità: Verità del Grande Specchio Perfetto. Questa è la nostra esperienza di come non ci sia separazione tra se stessi e gli altri. Conoscenza diretta oltre ogni ombra di dubbio che non siamo separati da niente. Il fiore è la mia stessa faccia. Seconda Verità: Verità della Natura Universale. Esperienza diretta che tutte le diecimila cose sono uguali ad un unica ed identica Natura di Buddha. Terza Verità: Verità dell'Osservare con Meraviglia. Vedere infallibilmente le precise qualità individuali di ogni persona o cosa che incontriamo. Vedere oltre ogni forma di giudizio, soggettività o attaccamento. Quarta Verità: Verità della Perfezione dell' Attività. Questa è una espressione della nostra innata abilità di sapere e agire simultaneamente. Nel momento in cui percepiamo direttamente, in ogni momento della mente, senza separazione o soggettività, agiamo prima delle formazioni mentali su quello che stiamo percependo. Distinguiamo direttamente qual' è l'azione più necessaria ed appropriata in ogni situazione per alleviare dolore e sofferenza e guidare al Risveglio. Con precisione altrimenti inconcepibile mentalmente, siamo in grado di parlare, agire e relazionarci in ogni momento. Dando vita a queste innate e brillanti Quattro Verità, possiamo essere un sincero e vivo strumento per la liberazione di tutti gli esseri.

mercoledì, marzo 21, 2012

Equinozio di Primavera di S.Harada Roshi

Il 20 Marzo è il giorno di Haru Higan, è la cerimonia dell' inizio della primavera e della commemorazione dei nostri avi.
Higan significa “l'altra sponda”, questa non può essere trovata in nessun luogo se non nella nostra mente. L'altra sponda è il Satori.
Il Satori è il posto dove abbiamo bisogno di andare, per questo pratichiamo Zazen. Quando non abbiamo un corpo come i nostri avi morti, siamo liberi dall'ego, siamo nel Satori.
L'ego si manifesta quando abbiamo un corpo. Attraverso la pratica possiamo dimenticare il corpo e in quell'istante entrare nella mente del Satori. Quando siamo seduti in Zazen, quando spolveriamo, quando puliamo, quando -per un momento- dimentichiamo noi stessi, proprio in quel momento siamo tutt'uno con i nostri avi, con il Buddha.
Possiamo usare il Sussokan, un Mantra per entrare in questo stato mentale. La mente si scioglie unendosi con tutto.

E dopo questa esperienza, dopo essere stati seduti in Zazen, siamo profondamente colmi di gratitudine e cantiamo il Sutra del Cuore per ringraziare i nostri avi. Non c'è bisogno di nominarli tutti. È sufficiente tenerli a mente.
In questo giorno dell'Equinozio di Primavera, facciamo esperienza della via di mezzo, metà nella luce e metà nell'oscurità.
Siccome ne vediamo solo metà, vediamo solo la vita e non vediamo la morte, vediamo solo la luce e non la notte, questo è il motivo per il quale diventiamo confusi.

Ritorniamo a quella mente del Satori in questo giorno, sentendo i nostri avi profondamente nella nostra mente.

giovedì, febbraio 23, 2012

Questa è la vita! di Charlie Chaplin

Quando ho iniziato ad amarmi ho capito che sono sempre, in ogni occasione, nel posto giusto al momento giusto.
E ho capito che tutto quello che succede è giusto e da quel momento in poi sono potuto essere calmo.
Oggi lo so: si chiama FIDUCIA.

Quando ho iniziato ad amarmi ho capito quanto si può offendere qualcuno quando cerco di forzare i miei desideri su questa persona, anche se sapevo che non era il momento giusto e che la persona non era pronta, anche se questa persona ero io.
Oggi lo so: si chiama RISPETTO.

Quando ho iniziato ad amarmi ho potuto riconoscere che le pene emotive e l'avidità sono solo avvertimenti per me di non vivere contro il Vero Sé.
Oggi lo so: si chiama ESSERE AUTENTICAMENTE.

Quando ho iniziato ad amarmi ho smesso di desiderare una vita diversa ed ho potuto vedere che tutto intorno a me era una richiesta di crescita.
Oggi lo so: si chiama MATURITA'.

Quando ho iniziato ad amarmi ho smesso di privarmi del mio tempo libero e ho smesso di fare schizzi per magnifici progetti futuri. Oggi faccio solo ciò che mi diverte e mi dà gioia, ciò che amo e fa ridere il mio cuore, a modo mio e con il mio tempo.
Oggi lo so: si chiama ONESTA'.

Quando ho cominciato ad amarmi sono fuggito da tutto quello che non era sano per me, da cibi, gente, cose, situazioni e da tutto quello che mi buttava giù e mi allontanava da me stesso.
All' inizio lo chiamavo “sano egoismo”, ma oggi lo so: si chiama AMORE DI SE'.

Quando ho iniziato ad amarmi ho smesso di volere avere sempre ragione, anche se non avevo torto.
Oggi lo riconosco: si chiama UMILTA'.

Quando ho iniziato ad amarmi ho smesso di vivere nel passato e di preoccuparmi per il mio futuro. Ora vivo soltanto in questo momento dove TUTTO succede, vivo così ogni giorno e la chiamo CONSAPEVOLEZZA.

Quando ho iniziato ad amarmi ho riconosciuto che i miei pensieri possono rendermi miserabile e malato. Quando invece chiedo forza al mio cuore, la mia mente ottiene un compagno importante.
Oggi chiamo questa connessione SAGGEZZA DEL CUORE.

Non abbiamo bisogno di avere paura delle discussioni, dei conflitti e dei problemi con noi stessi e con gli altri dal momento che persino le stelle qualche volta si scontrano una con l' altra e creano nuovi mondi.
Oggi lo so: QUESTA E' LA VITA!.

domenica, gennaio 01, 2012

Poesia per il nuovo anno di Shodo Harada Roshi

Ryujin Nami wo maki, kenkon wo nomu
Akumu masa ni sameru, shoji no kon
Isshi asshi kisshi ni kakatte, hana sakashima ni kassu
Konshin saiken su, taihei no moto

Il Drago genera grandi onde e inghiotte il cielo e la terra
Le difficoltà ci hanno aperto gli occhi, tranciando le radici della vita e della morte
Schiacciato da una roccia, appeso a una scogliera, il fiore cresce a testa sotto
Il desiderio per una nuova vita nutre la sorgente della Grande Pace


Shodo Harada Roshi-1 gennaio 2012-Sogenji-Japan

martedì, agosto 23, 2011

Un po' di storia...


Lo Zendo "One Drop" di Palermo è stato inaugurato da Shodo Harada Roshi nel 2007 in occasione della sua prima visita nella città siciliana. Il Roshi è venuto dal Giappone accompagnato da Daichi Zenni, Sozui Zenni e Yasuko, anche praticanti di lunga data ci hanno raggiunto da tutta Europa. Tutti insieme con i praticanti di Palermo abbiamo dato vita ad un workshop di un giorno. Per la Cerimonia d'apertura dello Zendo il Roshi ha composto una poesia:

Joraku Sanchu
Shin Dojo

Ekin Hannya
Shojo No Kyo
Zen Kaze Subekaraku
Tessu besshi

Seyo No Nohara
Jozui Hacho
Jin Jippo

Un nuovo dojo si apre
Tra le montagne colme di eterna gioia

Questa è la dimora della misteriosa e piena di gioia
Profonda saggezza
Il vento dello zen si realizzerà qui
Sempre

I semi dei campi della saggezza pacificano le onde turbolente
Con chiara visione interiore

Da questa mente serena
Si realizza la pace in ogni direzione

Shodo Harada Roshi 20 giugno 2007