martedì, marzo 31, 2020

Guida al tempo del Corona #4



Cari Tutti,

per stare in salute dobbiamo usare il nostro corpo correttamente. Questo è qualcosa di cui noi tutti siamo a conoscenza. La nostra mente usa il corpo sano. Quando ci sentiamo instabili diventiamo rossi in viso. Quando abbiamo paura le nostre facce diventano bianche. La condizione della mente ha una grande influenza sul corpo. Usiamo la nostra consapevolezza soprattutto per l'esterno, ma quello che è importante per noi è la condizione della nostra mente. Inoltre la mente non ha forma e riceve molte influenze dall'esterno. La nostra mente reagirà a qualsiasi cambiamento provenga dall'esterno. A seconda della reazione possiamo diventare tranquilli o sconvolti.

Cercare di allineare questa mente che non ha forma non è facile. Quando il nostro cuore batte veloce non possiamo fermarlo con la volontà. Ma c'è un modo facile per farlo ed è calmare il respiro. Deve però essere un respiro corretto in modo che possa portare abbastanza ossigeno a tutti i sei trilioni di cellule che abbiamo nel corpo. Espirazioni lunghe e inspirazioni naturali. Per questo abbiamo bisogno di usare i nostri muscoli scheletrici che si muovono in accordo con gli ordini del cervello. Il cuore pompa il sangue attraverso il corpo che si arricchisce con l'ossigeno nei polmoni. Quando siamo costretti a letto i muscoli scheletrici sono usati molto meno e non usiamo il respiro nel modo migliore. Così è bene muovere il corpo in modo che un forte flusso di sangue possa circolare. Una lunga espirazione rinvigorirà anche i muscoli scheletrici e così anche i capillari saranno stimolati.

Le molte emozioni così come l'incertezza unite alla scarsezza del moto corporeo indeboliscono il flusso sanguigno. I polmoni non si muovono da soli ma attraverso il movimento del diaframma. Il nostro inspiro ed espiro passano attraverso lo stesso canale per la respirazione (la trachea, N.d.T.). Se la nostra espirazione non è abbastanza profonda , allora la pressione interna dei polmoni non diminuisce. Con il risultato di non potere portare all'interno abbastanza ossigeno sebbene ne siamo circondati. Questo è il nostro problema.

Se possiamo espirare a lungo, la pressione nei polmoni diminuisce e i polmoni espandendosi in modo naturale porteranno l'ossigeno all'interno. Così non avremo bisogno di allungare di nuovo consapevolmente il nostro respiro che è diventato superficiale e corto a causa delle tensioni esterne che assorbiamo. Questo è l'importante respiro dello zazen. Se non lo consideriamo importante, non riusciremo a contenere le nostre reazioni emotive e psicologiche, sebbene ne abbiamo l'abilità. Questo è il luogo dove dobbiamo usare bene la nostra consapevolezza. Troppo rumore e concentrazione debole fanno sì che abbiamo bisogno di impegnarci.

Per favore non fermatevi solo alla lettura di queste parole, ma portate effettivamente la pratica del respiro nella vostra vita quotidiana. Prego, continuate e diventate maestri del vostro respiro.

Shodo Harada Roshi 27 marzo 2020 Sogenji-Giappone









venerdì, marzo 27, 2020

Guida al tempo del Corona #3



Cari Tutti,
State curando il vostro respiro come la cosa più importante?

Quando eravamo neonati esprimavamo in maniera spontanea il sorriso, il riso, il pianto. Non eravamo ancora coinvolti nel mondo esterno. A quel tempo usavamo la respirazione con il Tanden (addome). La pressione addominale lavorava bene. Questo è stato il nostro inizio, poi sono venute la gioventù, l'età adulta e la vecchiaia. Quando siamo giovani possiamo vivere la nostra vita quotidiana ed essere attivi. Usiamo il respiro con il Tanden quando lavoriamo, ci muoviamo e quando usiamo la voce forte. Non abbiamo bisogno di pensare ad usare questo respiro con il Tanden, siamo capaci di farlo naturalmente.
Poi riceviamo molte energie dall'esterno e dalle nostre emozioni, diventiamo arrabbiati, avidi, portiamo rancore, diventiamo gelosi, tristi, preoccupati, instabili e ciò ci rende prigionieri delle nostre emozioni. Così perdiamo la nostra capacità naturale di respirare con il Tanden e diventiamo emotivi, il respiro diventa superficiale e da respiro equilibrato si tramuta in respiro confuso. Perdiamo la capacità di respirare in maniera ampia ed espansiva. Con il risultato che la nostra mente diventa instabile.

In effetti non abbiamo bisogno di imparare una cosa così complicata come la respirazione con il Tanden. Quando eravamo giovani , usavamo già questo tipo di respirazione. Ma quando cominciamo a proteggere le nostre posizioni e idee, scontrandoci con gli altri, confondiamo la nostra respirazione originale e non possiamo più usarla.

Non vi sto dicendo qualcosa di speciale, vi sto soltanto indicando che abbiamo bisogno di tenere nella massima considerazione il respiro originale. Durante molti anni nella nostra vita quotidiana restiamo bloccati nelle idee esterne e diventa per noi più difficile il ritorno al respiro originario.

L'idea di un Io confonde il nostro respiro. Lasciate andare ogni idea di un Sé, lavorate per gli altri, siate fino in fondo quello che state facendo ed ecco che la respirazione originaria con il Tanden riappare.
Una respirazione superficiale senza nessuna forza rende la nostra mente pesante e oscura. Viviamo in questo mondo con una mente vasta, calda e amorevole e agiamo a partire da qui, questo rinfresca anche il nostro respiro.

Per favore osservate tutto ciò con attenzione e vedrete che come dovremmo essere adesso e come dovremmo reagire diventa ovvio. Non c'è nessun bisogno di praticare una qualche forma di respirazione. Invece non rimanete bloccati dalle emozioni e dalle idee che vi arrivano, dall'idea della nostra posizione e da un Sé. Questo è quello che è importante adesso.




giovedì, marzo 26, 2020

Guida al tempo del Corona #2



Cari Tutti
Come state?
State lavorando per approfondire il vostro respiro?
Vediamo così tanti cambiamenti ogni giorno e naturalmente non possiamo ignorarli. Inoltre non ci sono notizie sul nostro respiro, ecco perché dipende da noi impegnarci in tal senso. Se veniamo sbandati dalle informazioni, se il nostro respiro diventa superficiale, allora il flusso sanguigno diventa stagnante. Per questo motivo abbiamo bisogno non di ignorare le informazioni che ci arrivano attraverso gli occhi e le orecchie, ma di far sì che il nostro respiro diventi più lungo. 5 secondi,10 secondi,15 secondi...20 secondi...più estendiamo il nostro respiro e più ancora può essere esteso.
Il respiro non avviene da sé, siamo noi che creiamo il nostro respiro. Osservando ciò attentamente, vediamo come noi usiamo la coscienza per valutare i fattori esterni, ma se la consapevolezza che si affaccia all'interno diventa debole la nostra essenza diventa vuota e veniamo confusi facilmente. La nostra coscienza diventa superficiale e veniamo sballottati dalle informazioni esterne.
Ad ogni respiro espiriamo giù verso la parte più bassa della pancia fino a sentire la tensione nel nostro addome. Così dovremmo respirare.

Sin dai tempi antichi si dice che nel nostro respiro si accumula la sporcizia. Forse ti stai chiedendo come può accumularsi la sporcizia nel respiro se ciò non può essere visto? Avidità, odio e illusione. L'illusione è l'oscurità della mente, quando la tua mente diventa piccola e non ha larghezza e profondità. Questo è chiamato Sporcizia del respiro.

Il nostro respiro ha bisogno di essere ampio e aperto. Portiamo la nostra attenzione indietro al respiro e non guardiamo niente all'esterno. Lasciamo che il nostro respiro diventi scorrevole e calmo. Pacifico. Ha bisogno di essere aperto, ha bisogno di essere maestoso così che possa raggiungere la fine dell'universo. Pratica di lasciare che il tuo respiro si espanda dall'altro lato del mondo.
Quando la nostra coscienza si affaccia all'esterno, allora è quando perdiamo l'essenza del respiro. Se andiamo dietro soltanto alle informazioni esterne senza approfondire il nostro respiro, allora stiamo distruggendo la nostra energia vitale. Che cosa sciocca da fare.

Ciò che supporta la nostra vita non è l'informazione ma il respiro. Abbiamo bisogno di respiro fresco per potere raggiungere tutte le cellule del nostro corpo e rinfrescarle. Non c'è bisogno di alta filosofia ma semplicemente rivolgersi all'interno ed allineare la vostra essenza.

Per favore non fermate i vostri sforzi, usate il vostro respiro per rinvigorirvi. A quel punto potete rivolgervi con mente calma alle informazioni esterne. Per questo io prego.

Shodo Harada Roshi, Sogenji, Giappone, 24.03 2020

martedì, marzo 24, 2020

Guida al tempo del Corona #1 di Shodo Harada Roshi

Guida al tempo del Corona



Cari Tutti,
il pericoloso Corona Virus ha infettato più di 200.000 persone in tutto il mondo e 8800 sono i morti che ha causato.
Oggi (19 Marzo, N.d.T.) a Sogenji è stato cantato un Sutra per quelli che sono morti a causa del Virus.
Adesso i paesi, specialmente in Europa, non permettono più alla gente di muoversi liberamente. Personalmente credo che queste decisioni possano creare incertezza.
La preoccupazione e l'incertezza indeboliscono la nostra salute. L'energia interna bloccata fa sì che si acceleri il numero di persone che si ammalano.
Ripensando alla situazione spererei che tutto si calmi per la metà di aprile. Ciascuno deve fare sforzi per rimanere in salute fin a quel momento. Per questo sto mandando i miei consigli a voi tutti.
Quando uscite indossate una mascherina. Ritornati a casa lavatevi le mani. Data la massima importanza alla vostra igiene personale. Fortunatamente quest'anno non è stato molto freddo in paragone dell'anno scorso. Più freddo c'è più verosimilmente le persone possono ammalarsi, rimanendo chiusi in stanze con le finestre chiuse e scarso scambio di aria. Il ricambio di aria regolare e la cura e l'igiene personale sono importanti.
Ognuno ha fatto zazen, ma ora con l'isolamento e l'incertezza si diventa più insicuri. Tutto ciò ci indebolisce. Il respiro diventa corto e teso e l'essere umano perde il suo vigore. Specialmente le persone anziane diventano più deboli e l'infezione da Corona Virus potrebbe avvenire più facilmente. Una soluzione veloce non è ancora stata trovata, questo è il problema.
Per questo vorrei consigliarvi di ritornare alla sorgente, alla base. Sedetevi su una sedia o nella postura di zazen che è ancora meglio. Espirate e lasciate che la parte superiore del vostro corpo cada in avanti. Quando inspirate raddrizzatevi nuovamente. Fate la stessa cosa inclinandovi a destra e a sinistra fino a trovare il vostro centro.
Poi aggiungendo energia dall'osso sacro in direzione dell'ombelico, raddrizzate la vostra spina dorsale da lì fino alla cima della testa rientrando leggermente il mento. In questo modo potete controllare la vostra postura. Adesso non aggiungete tensione al diaframma, al petto e alla zona dello stomaco, invece sentitevi come un tubo vuoto attraversato dall'aria. Non respirate con i polmoni ma con il movimento del diaframma. Per liberare il petto espirate usando gli addominali. Se non siete frettolosi, potete espirare in 10-20 secondi, perfino 30 secondi. Il punto importante è non usare il petto ma respirare con la pancia e la parte bassa dell'addome. Espirate fino ad essere completamente vuoti. Più lentamente espirate più sale la pressione addominale. Le spalle e collo sopra il diaframma, sono liberi da qualsiasi tensione. Prima che aumenti la tensione lentamente molliamo e lasciamo entrare l'inspirazione. Quando la lasciamo andare la pancia naturalmente si gonfia e si riempie di aria affidandosi all'inspirazione del corpo.
Per quelli che hanno difficoltà a percepirlo, potete pendere con il torace in avanti espirando e raddrizzatevi inspirando. Qui il punto importante è mantenere la parte superiore del corpo libera da tensioni. Chi è bloccato a letto può farlo anche da coricato, magari facendosi aiutare a muovere il corpo in avanti e indietro durante la respirazione. In questo modo il respiro torna ad essere lungo.
Ogniqualvolta ci sentiamo in tensione, sicuramente il respiro è diventato corto e il flusso interno di energia stagnante. Per noi è importante che tutte le cellule del nostro corpo ricevano l'ossigeno di cui hanno bisogno e questo possiamo farlo facendo sì che il nostro respiro diventi più lungo. Quello di cui abbiamo bisogno è un respiro lungo. Una lunga espirazione seguita da una inspirazione naturale. Se possibile fai una passeggiata facendo coincidere un respiro con ogni passo, nel farlo puoi usare respiri più corti coordinati con il ritmo del tuo passo, se diventa troppo intenso allora fallo coincidere con due passi, due passi per l'inspirazione e due per l'espirazione. Questo è il modo di praticare la respirazione mentre camminiamo, il respiro è corto, la tensione addominale è forte e gli organi interni ne vengono rinvigoriti.
Ogni volta che abbiamo un momento per praticare la respirazione in questo modo, a poco a poco la preoccupazione e la paura spariranno. Tutto è più difficile per noi quando la nostra mente è instabile. Quando la nostra mente è forte e stabile non si presentano né dubbi né sospetti. Al contrario le nostre relazioni interpersonali diventano difficili. Usando il respiro possiamo liberarci da ogni ansietà.
Sperando che si possa trovare presto una soluzione per il problema Corona Virus è mia speranza che ognuno di voi si prenda la responsabilità di non fare aumentare la propria preoccupazione.
Dai nostri politici non riceviamo nessuna indicazione a questo proposito, perciò vorrei mandarvi dei messaggi regolari da parte mia. In modo che possiamo proteggere la nostra salute insieme. Per favore, ogni persona dipende dalla vostra energia interna, facciamo sì che aumenti sempre di più.

Shodo Harada Roshi




venerdì, novembre 22, 2019

Introduzione alla Meditazione Zen


Sabato 23 Novembre 2019 dalle ore 17.00 alle 19.15, presso l'Associazione One Drop, si terrà un' Introduzione alla Meditazione Zen tenuta da Ilaria Ekin Casarubea, allieva di Shodo Harada Roshi dal 2004.

L'incontro è aperto a tutti ed è gratuito. 

Per ulteriori informazioni e iscrizioni scrivere a:
segreteriaonedrop@gmail.com


giovedì, ottobre 24, 2019

Introduzione alla Meditazione Zen

Sabato 26 Ottobre alle ore 17.00 si terrà un'incontro introduttivo alla Meditazione Zen tenuto da Ilaria Ekin Casarubea, allieva di Shodo Harada Roshi dal 2004.

L'incontro si terrà presso il Dojo One Drop Zen a Palermo.

La partecipazione è gratuita.

Per maggiori informazioni scrivere a:
segreteriaonedrop@gmail.com


mercoledì, settembre 18, 2019

Programmazione da Settembre 2019 a Luglio 2020



Riprendono gli appuntamenti all'Associazione One Drop.



Introduzione alla Meditazione Zen : Sabato 28 Settembre alle 17.00

Zazen il giovedì dalle 19.20 alle 20.30

Ogni ultimo weekend del mese:
sabato dalle 18.00 alle 19.30
domenica dalle 9.30 alle 12.30

Sesshin:
 11-12-13 Ottobre presso Azienda Bosco Falconeria 


Per informazioni su costi e modalità di iscrizione:
segreteriaonedrop@gmail.com


giovedì, dicembre 20, 2018

ICCHO JIKI NYORAI JI - Salta dritto nel Risveglio - Anno del Cinghiale 2019





ICCHO JIKI NYORAI JI
Salta dritto nel Risveglio

Non andare da qualche parte, ma solo tornare alla propria Mente Autentica.
Siccome non ci crediamo, cerchiamo all'esterno.
    Questo mondo è il mondo di Budda, non andare da nessuna parte, non aggiungere pensieri in più, ma invece eliminarli.
Inoshishi, il Cinghiale, è l'ultimo dei dodici animali del calendario,
allo stesso tempo è la sorgente di tutto.
Il terreno della consapevolezza.
Il solstizio d'inverno del 22 dicembre il giorno più scuro,
quando il raggio del nuovo sole comincia a ritornare.
Questo luogo è simbolizzato dal solstizio d'inverno, dal Natale.
Il giorno del sole più breve,
quando la nuova vita comincia a ritornare.
L'intero universo ripulito da pensieri estranei.
La Sorgente.


Testo e calligrafia Shodo Harada Roshi - Disegno Jiko


martedì, giugno 05, 2018

Darsi da fare diligentemente per la propria inabilità.

Questa frase viene dal caso N°32 della “Raccolta della roccia blu”. Nessuno è perfetto, è umano non essere abile nell'affrontare alcune situazioni. Una volta che sappiamo dove risiedono i nostri errori, dipende da noi guardarli e lavorarci. Quando Tei Joza era allievo di Rinzai, gli chiese: “Che cosa è il corpo del Buddha Dharma?”. Invece di rispondere Rinzai afferrò Tei Joza per i risvolti e lo colpì. Tei Joza cadde e quasi svenì. Fino a quando faremo affidamento su spiegazioni e abitudini mentali non potremo conoscere la vera origine dell'universo. Questi colpi erano uno dei modi con i quali Rinzai istruiva Tei Joza, un processo vitale al di là delle spiegazioni. Quando Tei Joza fu appena in grado di sedersi, uno dei suoi superiori disse: “Prostrati! Il Koan è finito”. Tei Joza immediatamente si prostrò e per la prima volta vide chiaramente al di là della comprensione razionale e del giudizio. Aveva praticato diligentemente, usando la pratica per lavorare sugli aspetti di sé che sapeva essere immaturi e non sviluppati. Nel dojo faceva segretamente cose che nessun altro voleva fare, come pulire i gabinetti o lavare il pavimento. Siccome aveva purificato la sua mente in questo modo, Tei Joza poteva prostrasi naturalmente, senza nemmeno pensarci e, passando attraverso tutto questo, una nuova vita era nata.
(Shodo Harada Roshi , 30 maggio 2018)

martedì, gennaio 09, 2018

Seminario di pratica Zen



Sabato 13 e domenica 14 gennaio l’Ass. One Drop organizza un weekend intensivo di meditazione Zen aperto anche a principianti.

Orari

Sabato dalle 16.00 alle 19.30

Domenica dalle 9.20 alle 12.30

Contatti:

Prenotazioni entro venerdì12

Tutte le attività dell'Ass.Cult. One Drop sono riservate ai Soci.

sabato, febbraio 04, 2017

Sabato 11 Febbraio 2017 Introduzione alla Meditazione Zen


Incontro teorico-pratico introduttivo alla meditazione Zen, sabato 11 febbraio dalle 16.00 alle 18.00.

Per prenotazioni:
segreteriaonedrop@gmail.com

lunedì, gennaio 09, 2017

Introduzione alla meditazione Zen

Tutti i sabato di gennaio presso il One Drop Zendo

Introduzione alla Meditazione Zen dalle ore 16.00 alle 18.00
Conduce Ilaria Ekin Casarubea

per informazioni:
segreteriaonedrop@gmail.com


domenica, gennaio 08, 2017

2017 Anno del Gallo- di Shodo Harada Roshi



Sottaku doji – Beccare simultaneamente dall'interno e dall'esterno.

Fin dalla nascita siamo dotati della Natura di Buddha che, proprio come l'uovo di un uccello, è protetta dal guscio dell'ego. Se il guscio non si rompe, l'uccello non può volare liberamente nel cielo. Se il guscio non si rompe, la Natura di Buddha non si può manifestare liberamente.

La gallina siede sull'uovo e si impegna molto per riscaldarlo, così che il pulcino possa crescere. Quando è giunto il momento di nascere per il pulcino, allora la gallina comincia a beccare dall'esterno, mentre simultaneamente il pulcino becca dall'interno: quando il guscio si rompe il pulcino è nato.

Così viene osservata la maturazione dello stato mentale di una persona di training, l'insegnante dà una parola e mentre lo studente la sta ricevendo, in quell'istante si fa esperienza del Satori.

Non è a causa della parola dell'insegnante che avviene il risveglio, ma è invece la pratica giornaliera del Samadhi che, se non viene mai abbandonata,fa sì che il corpo si riempa di quanta energia è possibile, come un pallone teso che il tocco di un ago fa esplodere.


Come studenti di Zen quando sediamo è MU, quando stiamo in piedi è MU, lavorare è MU, mangiare è MU, l'energia vitale è concentrata nell'istante, così l'essenza interiore può maturare. Quando questa pienezza diventa matura, allora la coscienza si sente ampia, in grado di abbracciare tutto.

Una volta che questa pienezza matura ancora di più, ci si può concentrare sui piedi e le mani, la consapevolezza dell'esterno diventa più fievole, non si sa più se si ha un corpo o no. La mente è piena solo di Mu e poi si perdono le tracce anche di questo Mu.

Come persona di training, se stai con questa pratica raggiungerai questo stato mentale. Proprio nel momento in cui nessun concetto può entrare allora la mente rinasce. Non c'è risveglio possibile senza fare sforzi.

Se non si cerca la comodità e non si fermano gli sforzi, allora “Grandi sforzi portano di sicuro grande luce”. Lì si può fare esperienza della grande luce brillante.

Nelle nostre vite dimenticare tutto l'odio e l'avidità , come se tutte le memorie passate fossero scomparse, tutti gli incontri sconosciuti gettati via e vedere ora con nuovi occhi, quanto luminoso sembrerebbe questo mondo?

Dimenticando i peccati degli altri e i propri errori dimenticati dagli altri, tutti che si perdonano l'un l'altro. Se ci incontrassimo con questi occhi calorosi, quanto pieni ci sentiremmo?

Almeno una volta l'anno andare incontro al Nuovo Anno con questa mente fresca, allora saremmo in grado di capire l'importanza di fare esperienza di questo stato mentale.

Il sole è nuovo, l'acqua è nuova, il verde dei pini è nuovo, il bambù, il fiore di prugno, tutto quello di cui si fa esperienza è nuovo. Questa esperienza pura del Nuovo Anno è molto vicina all'esperienza del risveglio. La nostra famiglia che vediamo ogni giorno, oggi la vediamo come nuova, tutte le difficoltà e le sfide emotive passate sono viste con un nuovo stato della mente.

Buon Anno Nuovo!

Avendo ricevuto molta attenzione, profondamente chiedendo che questo continui l'anno che viene.

Ogni giorno è fresco, ogni giorno è fresco. Vivere ogni giorno con sentimento di freschezza e meraviglia è molto importante.





sabato, settembre 10, 2016

Workshop di Introduzione alla Meditazione Zen



Il 23-24 e 25 settembre, presso la sede dell'Ass. One Drop in via M.Rapisardi 15 a Palermo, si terrà un seminario introduttivo alla pratica della Meditazione Zen. Il workshop si articolerà tra conferenze, proiezioni video e pratica secondo il seguente calendario:

venerdì 23 dalle 18.00 alle 21.00
-“Breve storia dello Zen, dall'India all'Occidente attraverso la Cina ed il Giappone” a cura di Ilaria Ekin Casarubea
-Introduzione alla meditazione
-Pratica

Sabato 24 dalle 16.30 alle 19.30
-“La posizione di Zazen e sua funzione energetica” a cura di Ilaria Ekin Casarubea”
-Proiezione video: Shodo Harada Roshi introduce alla pratica di Zazen
-Pratica

Domenica dalle 9.30 alle 12.30
La Pratica Zen:
-la meditazione
-il canto dei sutra
-il samu
-beviamo un tè!

Prenotazioni entro il 20 settembre
Contatti
tel. 3473138755

Ilaria Ekin Casarubea, responsabile gruppo One Drop per Palermo, pratica lo Zen dal 2002 ed è allieva di Shodo Harada Roshi (Abate del Monastero di Sogenji in Giappone) dal 2004. Operatrice Shiatsu è insegnante di Shiatsu e Qigong. Dal 2013 dirige l'Ass. One Drop, che fa parte della comunità internazionale One Drop fondata da Shodo Harada Roshi negli anni '90.






























































venerdì, marzo 11, 2016

Domanda a Shodo Harada Roshi

Domanda:
Sono un ragazzo di 15 anni e ho una domanda. Qual'è il fine della vita? Non riesco a trovare nessun fine nella vita e la mia mente si muove costantemente senza che riesca a fermarla. Lo zen può aiutarmi con i problemi della mia vita? Posso praticare lo zen da solo visto che vicino a me non ci sono templi? Come posso interagire con le persone e come posso trovare felicità e un fine nella vita?

Risposta:
Noi non viviamo mai soli. I vestiti che indossiamo, il cibo che mangiamo, la stanza dove abitiamo, è grazie agli sforzi di molte persone che possiamo vivere senza che ci manchi niente. Pagando possiamo avere tutto, ma per avere quei soldi abbiamo bisogno di lavorare. Eppure ci sono cose che i soldi non possono comprare, come la nostra mente. Ricevere il calore del sole, l'acqua, l'aria, la grazia della natura che si mostra a noi con la sua immensa mente, di tutto ciò possiamo fare esperienza quando sediamo in zazen (meditazione,n.d.t.)
Se non c'è un gruppo di zen vicino a te è importante che tu ti sieda da solo. Siedi silenziosamente, fai una lunga espirazione e poi senti come diventi più calmo dentro di te. Inizia con 5 minuti, e poi magari arriva a 10 e quando cominci ad avere la sensazione che la tua mente comincia ad assestarsi, allora aggiungi altri 5 minuti. Stando con questa pratica vedrai come non sei solo ma come la tua vita ti sia stata data da un'immensa energia vitale.



domenica, febbraio 07, 2016

Messaggio di Shodo Harada Roshi per il Nuovo Anno 2016

Mille fiumi, mille lune, un milione di miglia senza una nuvola, un milione di miglia di cielo.
Di Shodo Harada Roshi, gennaio 2016


La Mente comprende ogni angolo della terra, proprio come il grande cielo e il vasto spazio. I nostri pensieri cambiano, ma la nostra mente è in realtà vuota, come il grande cielo sopra l'acqua. Anche mentre viviamo il clima di ogni giorno, se abbiamo fatto esperienza della nostra Mente Autentica, nel profondo sappiamo di essere sempre puri, chiari e calmi.

Quando rimaniamo bloccati dal pensiero di essere unici e speciali, manchiamo di realizzare il nostro vero essere e la nostra vera Mente. Sebbene ognuno di noi sia nato in una forma diversa, in realtà noi siamo tutti la stessa mente compassionevole. Con che grande stupore Buddha si risvegliò a questa verità!

Nel mezzo delle nuvole scure non ti destabilizzare, sopra le nuvole la luna brilla e risplende sempre.
Realizzando che la mente chiara è sempre stata lì, le onde del disturbo e della distrazione si calmano. Veniamo subito riportati alla mente della Natura di Buddha che, proprio come uno specchio è luminosa, rotonda, senza niente dentro.
Le forme dell'acqua cambiano, ma gli elementi che la compongono non variano. L'acqua ferma, sia sporca che pulita, riflette come uno specchio. Facciamo zazen per calmare le nostre menti e riflettere la Mente, come l'acqua calma riflette la luna.
Chiunque ritorni alla mente Autentica è permeato proprio dalla stessa saggezza della mente di Buddha.

Facendo zazen, realizzando lo stato della vuoto della mente ci uniamo con tutte le cose e con tutta la gente del mondo. Questo stato della mente è lo stesso di quello di Buddha. Non lo abbiamo inventato, quello che riflette e quello che è riflesso sono Uno, sono la stessa cosa.

Mille fiumi, mille lune, un milione di miglia senza una nuvola, un milione di miglia di cielo...solo questa Mente, queste parole si uniscono a formare un cerchio, unite diventano Uno: la verità di unire le nostre mani in questo Mondo.

lunedì, gennaio 04, 2016

Felice Anno Nuovo...della Scimmia. Di Shodo Harada Roshi


Raggiungere la luna nell'acqua.
Non può essere mai afferrata.

Questa è una parabola che si trova nei Sutra Buddisti.

C'era un lago sulle montagne completamente pieno di acqua. Una scimmia vide la luna nell'acqua e disse: “Oh, questo è terribile, la luna è caduta nell'acqua. Dobbiamo togliere la luna dall'acqua e rimetterla nel cielo altrimenti la notte sarà buia. Le scimmie si riunirono e il loro capo si attaccò ad un ramo penzolando sopra il lago; si attaccarono una con l'altra con le mani ed erano arrivate quasi a raggiungere la superficie dell'acqua, quando a causa del peso di tutte quelle scimmie, il ramo a cui erano attaccate si ruppe e tutte le scimmie caddero nell'acqua e morirono.

Raggiungere la luna nell'acqua...ma quello è solo un riflesso della luna nel cielo. La luna è come la nostra vera mente. Tutte le cose nel mondo sono solo riflessi nella nostra mente, se realizziamo questo, non siamo sballottati dai nostri estremi desideri e dalla rabbia e otteniamo uno stato della mente stabile. Uno stato della mente grande e calmo è la base per una società pacifica. Come è stato detto:

“Proprio questo luogo è la terra del loto e proprio questo corpo è il corpo del Buddha”.

mercoledì, settembre 23, 2015

Introduzione al Buddismo Zen

Che cos'è lo Zen? Breve storia dello Zen dalle origini ad oggi. 
A cura di Joraku Gianni Gebbia

giovedì 24 Settembre alle 19.00

presso l'Associazione One Drop
Via Mario Rapisardi 15- PALERMO




venerdì, agosto 07, 2015

Sullo Zen - tratto da "Zen e Kyoto" di John Einarsen

Lo Zen non è più visto come una dottrina esotica di origine asiatica.
Sembra che in Occidente si cominci ad avere qualche nozione sul valore dello Zen. Durante gli ultimi cinquanta anni il Buddismo ha attraversato i continenti e gli oceani e si è diffuso nelle culture occidentali. Oggi ci sono centinaia di Centri Zen nel mondo e l'interesse continua a crescere.
Sebbene lo Zen sia  nato e si sia sviluppato in Cina circa 1500 anni fa, ha avuto un periodo di grande fioritura a Kyoto, l'antica capitale del Giappone dal 1200 al 1800 circa.
In quel periodo furono costruiti moltissimi templi, alcuni distrutti da guerre civili e terremoti, altri invece  rivitalizzati da grandi maestri, divennero il cuore della cultura nella società dei samurai.
Lo Zen è la base sulla quale si sono sviluppate molte arti giapponesi. L'influenza dello Zen sulla cucina vegetariana dei templi, sui paesaggi asciutti dei giardini, sul tè, pittura ad inchiostro, haiku ,musica per shakuachi, sul kendo e sul kyudo hanno creato uno stile ed una estetica originale che oggi noi identifichiamo come cultura Zen.
Attraverso la dedizione di generazione di maestri e gli sforzi devoti di praticanti individuali è stato coltivato un modo di essere olistico, un relazionarsi compassionevole, coraggioso e immerso nella realtà del qui e ora. Questa cultura di spirito ricco e profondo è quello che lo Zen ha da offrire oggi alla cultura mondiale.


venerdì, settembre 05, 2014

Pervading in all Ten directions / Diffondersi nelle dieci direzioni August 15, 2014, 6:50 am ~ by Shodo Harada in news

When you see something, just see it and leave it at that. When you hear something, just hear it and leave it at that. Don't follow after it. Thus when you see a flower, for an instant you perceive it directly, without meditation. You recognize it as a flower, but you don’t add thoughts and opinions to this perception.
An accomplished practitioner can be present in this state any time, but in those for whom the habit of thinking is strong, it usually requires long training to redirect it. If the right motivation is there, however, the effort is never wasted. When consciousness is not blocked the mind gradually opens to direct perception. Direct perception is not some kind of mystical ability, but simply the original function of consciousness. Consciousness in its natural state perceives, not through the filters of thought or analysis, but immediately (that is, without mediation), like a mirror reflecting an image. If there’s a flower there’s a flower, just that. If a bird sings a bird sings, just that. If it rains it rains, just that. If the sky clears the sky clears, just that. Nothing need be added. In our everyday existence the need for social relations and other interactions arises, of course, but direct perception is at the foundation. Zazen is the cultivation of the ability to abide and function in this natural state.
Consciousness cannot be described, of course, as it has no form, yet it extends to the ends of the universe. In the words of Rinzai, “Mind is without form and pervades the ten directions.” Our consciousness reaches to whatever it can perceive, even the young galaxies at the edge of the cosmos that modern science now allows us to see. Because consciousness is in essence empty, if we see a star the star appears in our consciousness; if we see the sun the sun appears in our consciousness; if we see a mountain the mountain appears in our consciousness. It is the nature of mind to freely leave and enter the five sense-gates, seeing, hearing, smelling, tasting, and touching everything in existence and taking in all things just as they are. With the least bit of divisive thought, however, this freely flowing activity is lost. This is the weak point of our way of life in today’s world. Keeping the mirror of our minds free from unnecessary concerns, we must remain open to the direct perception of the world just as it is. This is why we practice zazen.
We are in closest touch with our consciousness in its pure state immediately after sesshin, which is why I always stress to trainees the importance remaining open and aware during this crucial period. Be careful about avoiding distracting thoughts and, even if only for two or three days, take time to interact leisurely with nature, perceiving things as directly as possible. Observe too the workings of your own mind. The true meaning of sesshin lies in this time, when we are most able to take in the world just as it is, free of discriminating thoughts and ideation. In so doing we realize that direct perception expresses the essential nature of mind, and become clearer about how everyday life should be lived.
This is not to say that knowledge and experience should be dismissed, but only that they should not restrict us. We should rely primarily on direct perception, and with that as a basis our knowledge and experience become truly meaningful. Reversing this order transforms knowledge and experience into biases and preconceptions, preventing true awareness. This is particularly true in the realm of human relations. Without awareness, our encounters with others become, in effect, encounters with the preconceived ideas in our minds. This can lead only to our destruction.
We must be very watchful on this point, carefully bringing ourselves as much as possible into alignment with our essential nature. Our consciousness is at all times capable of directly encountering the world around us. This essence of mind is the mind of the Buddha; our minds and Buddha’s mind are one and the same. Nothing could be more precious than this.



Quando vedi qualcosa, guardala semplicemente e lasciala lì. Quando senti qualcosa, sentila semplicemente e lasciala lì. Non andarle appresso. Così quando vedi un fiore per un istante lo percepisci direttamente, senza mediazione. Lo riconosci come un fiore, ma non aggiungi pensieri ed opinioni a questa percezione.
Un praticante esperto può essere presente in questo stato in qualunque momento, ma per coloro per cui l’abitudine di pensare è resistente, solitamente ci vuole una lunga pratica per reindirizzarla. Ma se c’è la giusta motivazione,  gli sforzi non sono sprecati. Quando la coscienza non è bloccata la mente si apre gradualmente verso la percezione diretta. La percezione diretta non è una sorta di abilità mistica, ma semplicemente la funzione originaria della coscienza. La coscienza, nel suo stato naturale, non percepisce attraverso i filtri del pensiero e dell’analisi, ma immediatamente (cioè senza mediazione), come uno specchio riflette un’immagine. Se c’è un fiore c’è un fiore, solo questo. Se un uccello canta un uccello canta, solo questo. Se piove piove, solo questo. Se il cielo si rasserena si rasserena, solo questo. Non bisogna aggiungere nulla. Ovviamente, nella vita quotidiana insorge il bisogno di relazioni sociali e di altre interazioni, ma alla base vi è la percezione diretta. Zazen è coltivare l’abilità di funzionare in questo stato naturale.
La coscienza non può essere descritta, ovviamente, in quanto non ha forma e si estende fino alla fine dell’universo. Con le parole di Rinzai; “La mente è senza forma e pervade le dieci direzioni.” La nostra coscienza raggiunge quello che percepisce, perfino le giovani galassie ai confini del cosmo, che riusciamo a vedere grazie alle scienze moderne. Poiché la coscienza è essenzialmente vuota, se vediamo una stella la stella appare alla nostra coscienza, se vediamo il sole il sole appare alla nostra coscienza, se vediamo una montagna la montagna appare alla nostra coscienza. E’ nella natura della mente entrare e uscire dai cancelli dei cinque sensi, nel vedere, sentire, odorare, gustare e toccare tutto ciò che esiste e nel capire le cose solamente per quel che sono. Ma con il minimo pensiero divisorio, questa attività che  fluisce liberamente si perde. Questo è il punto debole del nostro modo di vivere nel mondo odierno. Tenendo lo specchio delle nostre menti libero da preoccupazioni non necessarie, dobbiamo restare aperti alla percezione diretta del mondo così com’è. Per questo pratichiamo zazen.
Subito dopo una sesshin siamo più a stretto contatto con la nostra coscienza in questo stato puro, per questo motivo sottolineo  ai partecipanti l’importanza di restare aperti e vigili durante questo periodo cruciale. Stare attenti  ad evitare pensieri dispersive e, anche se solo per due o tre giorni, prendersi il tempo di interagire senza fretta con la natura, percependo le cose il più direttamente possibile. Osservare anche il lavoro della propria mente. Il vero significato della sesshin resta in questo tempo, quando siamo maggiormente capaci di capire il mondo così com’è, liberi da pensieri discriminatori e idealizzazioni. Facendo così realizziamo che la percezione diretta esprime la natura essenziale della mente e diventa più chiaro come dovrebbe essere vissuta la vita nel quotidiano.
Questo non vuol dire che la conoscenza e l’esperienza dovrebbero essere  respinte, ma solo che non dovrebbero  limitarci. Dobbiamo contare soprattutto sulla percezione diretta, con questa base la nostra conoscenza e la nostra esperienza diventeranno realmente piene di significato. Capovolgere quest’ordine, trasforma la conoscenza e l’esperienza in pregiudizio e preconcetto, impedendo la vera consapevolezza. Questo è particolarmente vero nelle relazioni umane. Senza consapevolezza, i nostri incontri con gli altri diventano, in effetti, incontri con le idee preconcette nella nostra mente. Questo può portarci solamente verso la distruzione.
Dobbiamo stare molto attenti a questo, cercando di allinearci il più possibile alla nostra natura essenziale. La nostra coscienza è capace di incontrare in ogni momento il mondo che ci circonda. Questa essenza della mente è la mente del Buddha; le nostre menti e la mente di Buddha sono una e la stessa. Niente è più prezioso di questo.